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I sindaci della Terra dei Fuochi cacciati da Napolitano

Il primo cittadino di Frattaminore, Vincenzo Caso, denuncia: “Eravamo lì per rappresentare le criticità dei territori che rappresentiamo. Ma la responsabile sicurezza del Quirinale ci ha letteralmente cacciati

Decine di sindaci della “terra dei fuochi”, la disgraziata area tra Napoli e Caserta devastata dal degrado ambientale, si sono dati appuntamento questa mattina al Maschio Angioino in occasione della visita del presidente Giorgio Napolitano, che torna nella sua città per celebrare il ricordo delle Quattro Giornate. “Eravamo lì – spiega Vincenzo Caso, sindaco di Frattaminore – per rappresentare le criticità dei territori che rappresentiamo, per richiamare l’attenzione del nostro Presidente della Repubblica sulla devastante questione emergenziale nella quale versa la nostra terra avvelenata”. Aspirazione più che legittima per amministratori pubblici con tanto di fascia tricolore. Ma qualcosa non è andata per il verso giusto.

CACCIATI DAL MASCHIO ANGIOINO – Usa parole forti, Vincenzo Caso, per descrivere la situazione: “Per la prima volta ci siamo vergognati di essere italiani e di rappresentare con la fascia i nostri amati colori”. Il motivo è semplice da spiegare: i sindaci presenti sono stati letteralmente allontanati dal Maschio Angioino, “messi fuori senza alcun motivo valido dalle forze di polizia su “ordine” della responsabile della sicurezza del Quirinale, che ha affermato che si trattava di una cerimonia privata”.

TAGLI ALLA GIUSTIZIA – Questione ambientale, ma non solo. I tagli imposti dal governo centrale al comparto giustizia e sicurezza rischiano di avere pesanti ricadute su di un territorio già martoriato: “Volevamo rappresentare le difficoltà causate dai tagli alla giustizia e di conseguenza la riduzione dei presidi di legalità nella nostra delicata area – continua Caso – e per ascoltare dal presidente Napolitano parole di conforto, e conoscere come lo Stato intende intervenire per dare una prospettiva, una speranza alle nostre comunità”.

L’APPELLO – “Caro presidente Napolitano – conclude il sindaco – sei nella tua città per la ricorrenza delle “Quattro Giornate di Napoli”, in occasione della storica resistenza del popolo Napoletano, Ti diciamo,con la fascia stretta nelle mani, che questo popolo continua a resistere ai soprusi e alle violenze alle quali siamo stati condannati e abbandonati da uno Stato indifferente, da Te rappresentato. Noi Sindaci ti salutiamo e torniamo nelle trincee a resistere, aspettando, dopo gli schiaffi di stamattina, che le Istituzioni sovraComunali prendano coscienza della battaglia a difesa dell’Ambiente, della Giustizia, della legalitá, delle nostre famiglie, in atto nelle nostre Comunità senza aiuto alcuno!”.

Fonte:
http://www.campaniasuweb.it/story/22227-sindaci-terra-fuochi-allontanati-napolitano-ci-siamo-vergognati-essere-italiani