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La democratica presidente Marina Sereni ci caccia dagli uffici

Oggi, tornando a Palazzo Marini, dove ogni deputato ha il suo ufficio e i collaboratori possono lavorare dandoci una mano per le nostre battaglie, ho trovato una bella letterina di Marina Sereni, Vicepresidente della Camera e Presidente del Comitato per la Sicurezza.

A primo impatto sembrava una lettera come tante, una semplice comunicazione di servizio. Nelle poche righe, invece, si nascondeva il vero senso della lettera ed anche il subdolo metodo di sabotare i nostri lavori.

Come ben sappiamo, i partiti, TUTTI INCLUSI, hanno uffici privati in giro per Roma, dove si riuniscono e “lavorano” in santa pace senza essere disturbati dai “grillini dispettosi e ficcanaso“.

Possono farlo soprattutto grazie a noi cittadini che attraverso i Rimborsi Elettorali finanziamo anche i loro comodi uffici privati nelle zone di lusso della Capitale. Noi, al contrario (e ne siamo fieri), abbiamo i palazzi istituzionali. Usiamo quello che già c’è e lo sfruttiamo al massimo per poter dare il nostro meglio, lavorando sodo per il bene comune. Vi confido che i disagi non mancano: la connessione internet è una delle più antiche, i computer in dotazione sono da “vecchia tecnologia”  e non ci è possibile lavorare con i nostri portatili perché la wifi è praticamente inesistente e per poter avere accesso ad internet ci sono circa una quarantina di fax da inviare con una escalation burocratica degna delle 12 fatiche di Hercules. Le chiavi dell’ufficio mi sono arrivate dopo un mese e mezzo con la giustificazione dei commessi i quali mi hanno informato che l’azienda in grado di realizzare le chiavi è una sola in tutta Italia e sta a Milano.

Negli ultimi tempi questi partiti hanno capito che stiamo imparando, che stiamo diventando bravi, che abbiamo una gran voglia di FARE, a differenza loro, e che siamo pronti a dar battaglia su ogni porcheria utilizzando QUALSIASI MEZZO legale a nostra disposizione. Tutto ciò, evidentemente, rappresenta un rischio che non vogliono correre ed ogni occasione è buona per tentare di ostacolare il nostro operato.

Per ultima, dopo la lunga lista di “attentati“, ci si mette anche la Sereni con la STRUMENTALE E IPOCRITA scusa della “razionalizzazione nell’impiego delle risorse umane e di contenimento delle spese di gestione delle sedi parlamentari“. In sostanza, questa lettera ci INFORMA che HANNO DECISO di ridurre l’apertura dei nostri uffici di Palazzo Marini dalle 8 alle 22 durante la settimana e dalle 8 alle 13 il sabato, ovviamente la domenica tutto chiuso.

Ora, siamo tutti d’accordo sul fatto che le istituzioni pesano sulle spalle dei cittadini e che lo sperpero di denaro è uno schiaffo a tutti coloro che devono campare con 500 € al mese (quando va bene!), ma usare questa TATTICA per buttarci fuori dai nostri uffici impedendoci di lavorare è veramente ridicolo e vergognoso.

Capita spesso che le sedute alla Camera durino fino alle 20 di sera, a volte anche oltre, e molti di noi, subito dopo la chiusura dell’Aula, si dirigono in ufficio per continuare a studiare o per pianificare le attività del giorno successivo. Ora ci resteranno, se tutto va bene, al massimo un paio d’ore al giorno!

Cara collega Sereni, se è veramente interessata agli sprechi di Montecitorio, le consiglio di levarsi gli occhiali e guardare con attenzione la documentazione da noi raccolta e denunciata giusto qualche mese fa. Le assicuro che quelle cifre sono visibili ad occhio nudo. Parliamo di milioni di euro, destinati a salire nel corso del tempo.

LA POLIZZA A VITA, solo per fare un esempio, costa alla Camera UN MILIONE DI EURO ALL’ANNO E FINO A 500.000 EURO PER GLI EREDI DEI DEPUTATI.

I dipendenti di Montecitorio sono 1521, oltre il doppio degli stessi deputati. Abbiamo 183 consiglieri parlamentari che arrivano a guadagnare fino a 400.000 euro lordi l’anno. Ci sono 293 tra documentaristi, tecnici e ragionieri che dopo 25 anni di servizio maturano la bellezza di 227.786 euro l’anno. Sempre a libro paga, ci sono 777 segretari, assistenti di settore, infermieri di reparto e coordinatori che a fine carriera guadagnano 167.400 euro l’anno. Poi abbiamo altri 262 assistenti parlamentari, altri segretari e collaboratori tecnici che ci costano 156.000  euro l’anno. Gli operatori tecnici della Camera prendono, dopo 25 anni, 35.644 euro all’anno. La Camera spende 165.000 euro di quotidiani, esattamente 27.000 euro al mese, 1000 euro al giorno.

Il segretario generale, a quanto ci risulta, guadagna oltre 600.000 euro all’anno.

Abbiamo saputo che una stanza di 8 mq a Palazzo Marini costa circa 7000 euro al mese per la sua gestione e i dipendenti che ci lavorano sono stati assunti da una società esterna chiamata MILANO 90 S.R.L. che li ha messi in cassa integrazione con 450 euro al mese.

PRESIDENTE, quanto ci costano le vostre 9 auto blu?  Papa Francesco va in giro con una normalissima Ford Focus.

E poi, siamo nel 2013 Presidente ed esistono i computer: noi spendiamo 9  milioni di euro per stampare gli atti parlamentari che, una volta discussi, sono carta straccia. Spendiamo 4 milioni all’anno per l’acquisto di software: lo sa che hanno inventato l’open source??

Per tornare ai palazzi, spendiamo 100.000 euro per il circolo di Montecitorio,  20.000 euro per il rettore della chiesa San Gregorio Nazianzeno, 260.000 euro per l’Unione Interparlamentare, 3 milioni di euro per l’ufficio stampa quando, spesso e volentieri, alla Camera sono presenti più giornalisti che parlamentari e le notizie si vengono a sapere più facilmente attraverso le agenzie di stampa che dai canali ufficiali come l’ufficio di presidenza o la conferenza dei capigruppo.

Chiudendo i nostri uffici, cara Presidente, precludendo l’accesso a noi deputati, quanto spera di risparmiare dato che non ci è stato comunicato? Sarebbe stato carino da parte sua, apprezzabile da parte nostra, dare un esempio di trasparenza e farci pervenire, possibilmente via mail, il bilancio del suo grande taglio alla spesa pubblica. I cittadini sono curiosi di sapere.

Ora, si rimetta gli occhiali, e si sieda al nostro tavolo. Accetti la nostra proposta di rivedere il trattamento economico dei deputati. Le abbiamo proposto di risparmiare 42 milioni di euro.

Quanto costano ai cittadini gli uffici ancora attivi di Bertinotti e Fini per i quali non si capisce la reale necessità??

Forse, prima di pensare agli spiccioli, è il caso di ricucire il fondo del sacco e di tagliare gli sprechi veri!

p.s. Già che ci siamo, sarebbe così gentile da farci sapere quanto costano ai cittadini le associazioni per l’amicizia tra Italia-Brasile e Italia-Malta tanto amate dal nostro collega senatore on. Scilipoti?

 

LA LETTERINA DELLA SERENI:

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Commenti

  1. […] Ps: Usciti dalla sala siamo andati nell’ufficio di Giulia. Dove abbiamo trovato questo “regalino“. […]

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