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Lezioni di COERENZA “made in PD” – Fanno e disfano nella stessa giornata!

Oggi in Aula, alla Camera dei Deputati, abbiamo assistito ad una vera e proprio lezione di coerenza “made in PD”.

L’On. Giachetti deputato PD e Vicepresidente della Camera dei Deputati, insieme ad altri suoi colleghi di partito, hanno presentato una mozione che avrebbe dovuto impegnare la Camera ed i proprio Organi, ciascuno per le proprie competenze,  all’abrogazione dell’attuale legge elettorale detta volgarmente  “il Porcellum” con la conseguenza del ritorno alla previgente legge elettorale Mattarella.

Ci tengo a specificare che la vecchia legge Mattarella non rappresenta la nostra soluzione per una degna legge elettorale ma è comunque meglio dell’attuale disciplina definita in più casi incostituzionale dalla stessa Corte Costituzionale e da numerosi giuristi e costituzionalisti.

Sempre in giornata, viene chiesto all’On. Giachetti, da parte del Governo, di ritirare la mozione. L’on. in causa prende atto del mancato appoggio dei suoi stessi colleghi e promette di ripresentare la mozione in un momento “favorevole” all’approvazione.

Come da prassi la Presidente della Camera Boldrini chiede a Giacchetti se intende ritirare la mozione; lui rifiuta e si procede con la votazione.

Di fronte a questa situazione si va a materializzare la COERENZA DEL PD: tutti compatti ed uniti, PD-PDL-LEGA-Scelta Civica- Fratelli d’Italia VOTANO CONTRO.

Non ci crederete, ma questa mozione è stata votata SOLO dall’On. Giachetti per il PD, da noi M5S e SEL.

Tutti gli altri cofirmatari della mozione (deputati di SEL a parte) hanno votato CONTRO il testo da loro stessi proposto.

Dato che noi del M5S siamo stati etichettati in tutta la campagna elettorale ed anche successivamente dallo stesso PD come Movimento di Protesta ed “GLI IRRESPONSABILI“, di seguito le proposte contenute nella mozione da noi presentata che abbiamo votato soli e compatti.

Avviare preliminarmente un percorso volto a promuovere, in tempi rapidi, l’indizione di un referendum popolare di indirizzo, nel quale i cittadini siano chiamati ad esprimersi sull’opportunità di modificare ed in quale modo la forma di Governo e di Stato, tenendo conto delle risultanze emerse da un apposito dibattito pubblico approfondito ed aperto a tutte le istanze partecipative, condotto sulla base:

  1. di un programma comunicativo sui mezzi di informazione, di almeno sei mesi, ad opera dei gruppi parlamentari presenti in Parlamento alla data dell’approvazione del presente atto di indirizzo, in condizione di parità tra i suddetti gruppi, conformemente ai principi del pluralismo, dell’imparzialità, dell’indipendenza, dell’obiettività e della completezza delle informazioni;
  2. di un programma comunicativo sui mezzi di informazione e sulla rete internet, di almeno sei mesi, ad opera degli esperti nell’ambito costituzionalistico, conformemente ai principi del pluralismo, dell’imparzialità, dell’indipendenza, dell’obiettività e della completezza delle informazioni;
  3. di un programma formativo, di almeno sei mesi, nell’ambito del percorso scolastico ed universitario, di ogni ordine e grado, diretto all’approfondimento degli argomenti oggetto del referendum di indirizzo;
  4. di un diritto di voto ai cittadini che abbiano compiuto, alla data dello svolgimento del referendum, sedici anni di età;
  5. di procedere verso un immediato percorso volto a promuovere, in tempi rapidi, una limitata riforma della parte seconda della Costituzione, che, in particolare, preveda:
  6. la riduzione del numero dei deputati e dei senatori;
  7. la riduzione del numero dei consiglieri regionali;
  8. la soppressione delle province, al fine di semplificare, razionalizzare e responsabilizzare le istituzioni amministrative locali, dando contemporaneamente un deciso impulso al processo di accorpamento dei comuni, a cominciare da quelli che esercitano in forma associata le funzioni fondamentali; 
  9. l’introduzione del referendum propositivo e consultivo senza quorum funzionale;
  10. l’eliminazione di ogni quorum funzionale per il referendum abrogativo; 
  11. la fissazione del numero massimo di mandati elettorali a qualsiasi livello – pari a due – che ogni cittadino può essere chiamato a ricoprire; 
  12. la previsione della incandidabilità alla carica di deputato e senatore di coloro che sono stati condannati con sentenza definitiva per delitto non colposo, ovvero a pena detentiva superiore a mesi dieci e giorni venti di reclusione per delitto colposo, oltre che di coloro che ricoprono contemporaneamente altri incarichi elettivi; 
  13. l’incremento delle garanzie costituzionali a favore delle opposizioni parlamentari, anche con l’innalzamento del quorum necessario all’adozione ed alla modifica dei regolamenti parlamentari;
  14. con riferimento ai disegni di legge di iniziativa popolare, un termine perentorio entro cui il Parlamento abbia l’obbligo di esaminarle;

di affrontare la riforma attinente ai punti di cui alla lettera 2 esclusivamente nelle sedi parlamentari proprie, in conformità agli articoli 72 e 138 della Costituzione.

Giulia Sarti

Commenti

  1. mario scrive:

    Con la crisi attuale l’imu e’ insostenibile anche per la seconda e terza casa e per i negozi vuoti causa concorrenza dei centri commerciali. Le famiglie italiane dal 92 ad oggi hanno perso mediamente 12.000 euro all’anno dal proprio reddito. L’imu va tolta per valori immobiliari superiori a 1,5 milioni. Le case vanno anche manotenute. Se la gente causa tassazione non riesce ad accantonare niente quando devi poi fare le manutenzioni straordinarie la casa la devi vendere. In questo modo le manutenzioni non verranno piu’ eseguite e ci troveremo con case e citta’ abbandonate e fatiscenti come pare stia gia’ accadendo in zone del portogallo e della spagna. Lo stato perde ogni anno tra evasiine, sprechi e corruzione almeno 300 miliardi. Se non li recupera in un massimo di due anni e riduce drasticamente le tasse le famiglie non tirano piu’ avanti e le imprese se ne vanno giustamente tutte all’estero. Iniziamo ad esempio a non pagare 40 dei 100 miliardi anno che ci costano gli interessi sul debito in quanto dovuti ai derivati-truffa. Dall’inizio della crisi in Italia ci sono gia’ stati piu’ di 500 suicidi, quanti altri ne vogliamo vedere?

    1. Giulia Sarti scrive:

      Carissimo Mario, in verità noi una proposta per abolire l’IMU l’abbiamo già presentata ma puoi ben immaginare come è andata. Di certo non finisce qui, riproveremo fino alla nausea, la loro.
      Se vuoi sapere qualcosa di più leggi questo post:
      http://www.giuliasarti.it/2013/05/20/imu-a-giugno-o-a-settembre-tutti-pronti-per-unamara-sorpresa-ma-il-movimento-5-stelle-ha-lalternativa-proposta-di-legge-al-senato-per-toglierla-del-tutto-vediamo-se-ci-seguono/

      Grazie, Giulia Sarti

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