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Solidarietà a Fabio Repici per le minacce ricevute
Solidarietà a Fabio Repici per le minacce ricevute

Raccolta firme in solidarietà a Fabio Repici, avvocato di Salvatore Borsellino e di tanti altri familiari di vittime di mafia. Firmate anche voi !

APPELLO IMPORTANTE DA FIRMARE E DIFFONDERE
Vi chiedo di sottoscrivere l’appello inviando una mail a 19luglio1992@gmail.com con il vostro NOME E COGNOME e di pubblicizzarlo sui vostri canali facebook e twitter.

A questa pagina troverete l’appello e tutti i dettagli dell’accaduto: http://goo.gl/qjpDkM


Si tratta di una raccolta firme in solidarietà a Fabio Repici, avvocato di Salvatore Borsellino e di tanti altri familiari di vittime di mafia.

Il comunicato denuncia due fatti gravissimi avvenuti giovedì 17 ottobre all’udienza del processo che si sta celebrando ai vertici della mafia di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina):

1- Rosario Pio Cattafi ha rivolto pubbliche minacce durante l’udienza a Fabio Repici
2- il figlio di Cattafi che fa l’avvocato, Alessandro, ha illecitamente compilato una delega in bianco, consegnata al cancelliere, per comparire come difensore, durante quell’udienza, del centro Pio La Torre, parte civile nel processo. Fatto gravissimo, denunciato ovviamente dal centro Pio La Torre, che è stato subito rilevato dal giudice come incompatibilità (non può il figlio di un imputato prendere le difese di una delle parti civili dato che è persino difensore di un altro imputato all’interno di quel processo) ma che fa capire la sfrontatezza con cui agiscono questi soggetti.

Giusto per farvi capire CHI E’ Rosario Pio Cattafi:

Giusto per farvi capire CHI E’ Rosario Pio Cattafi:
  • Imputato nel processo ‘Gotha 3’ per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso con l’aggravante di aver promosso e diretto l’organizzazione mafiosa di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina)
  • condannato per i reati di lesioni (è stato riconosciuto colpevole di aver aggredito brutalmente a Messina nel dicembre 1971 cinque studenti universitari in concorso con Pietro Rampulla che sarà l’artificiere della strage di Capaci), porto e detenzione abusivi di arma (fu condannato per aver detenuto un mitra Sten dal quale venne esplosa una sventagliata all’interno della Casa dello studente di Messina nella notte tra il 27 ed il 28 aprile 1973), di cessione di sostanze stupefacenti e di calunnia.
  • testimone di nozze del boss barcellonese Giuseppe Gullotti, il quale, oltre ad essere stato condannato a trent’anni di reclusione come mandante dell’omicidio del giornalista Beppe Alfano, è stato colui che ha fornito, secondo le dichiarazioni di Giovanni Brusca, il telecomando della bomba che fece saltare in aria l’autostrada a Capaci il 23 maggio 1992.
  • Attualmente Cattafi è detenuto al regime carcerario previsto dall’art. 41-bis dell’ordinamento penitenziario in seguito ad un provvedimento di custodia cautelare emesso dall’Autorità Giudiziaria di Messina il 24 luglio 2012. Il regime carcerario 41-bis è una misura che è applicata dal ministero della Giustizia, su richiesta delle procure, per detenuti accusati o condannati per reati particolarmente gravi quali associazione a delinquere di stampo mafioso, terrorismo ed eversione.

Della mafia barcellonese/messinese non si parla mai ma è importantissimo alzare l’attenzione senza lasciare sole le persone, come Fabio Repici, che nel silenzio dei media si impegnano ogni giorno all’interno delle aule dei tribunali e fuori per combattere esponenti efferati della criminalità organizzata e i mandanti che operano dietro (e insieme) a loro.

Giulia Sarti