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Valutazioni in merito all'incontro tra Beppe Grillo e Nigel Farage
Valutazioni in merito all'incontro tra Beppe Grillo e Nigel Farage

Valutazioni in merito all’incontro tra Beppe Grillo e Nigel Farage

Oggi sono uscite alcune mie dichiarazioni su La Stampa in cui esprimo valutazioni in merito all’incontro tra Beppe  Grillo e Nigel Farage, leader dell’UKIP.

Ci tengo a precisare che io non critico nessuno, tanto meno Beppe, che può, anzi deve, incontrare chi vuole in vista del nuovo assett che dovremo creare a Bruxelles. In qualità di cittadina eletta alla Camera che ha portato avanti battaglie sul programma del Movimento 5 Stelle posso dire, però, la mia opinione e fare osservazioni. Qualcuno mi dice che dovrei stare zitta, che dovrei pensare al lavoro e lasciare le cose riguardanti l’Europa ai miei colleghi che andranno al Parlamento Europeo. Mi dispiace ma non la penso cosi. Sono e mi ritengo una persona libera che può dire cosa pensa. Ho letto il programma dell’UKIP, mi sono documentata sulla persona di FARAGE e le riflessioni sono basate sulla storia politica di questa persona.

Riporto di seguito alcune considerazioni di Angelo Consoli, che è stato Direttore dell’Ufficio Europeo di Jeremy Rifkin, Fondatore e Presidente del CETRI-TIRES, Ideatore e coautore del Manifesto Territorio Zero per una società ad Emissioni Zero, Rifiuti Zero, Chilometri Zero, Coautore del SEAP per Roma Capitale, Autore delle strategie energetiche di Slow Food e Terra Madre, Coautore del Forum Regionale per l’Energia Distribuita (FRED) Sicilia, Consigliere a livello italiano ed internazionale per strategie energetiche e sociali sostenibili.

Penso possano essere d’aiuto per capire un po’ di più di cosa stiamo parlando.

Iniziamo dall’Energia.

Quando al Parlamento Europeo si discuteva il programma “Strategia del  20 20 20“, (ossia il 20% in più di efficienza energetica, il 20% in meno d gas a effetto serra e il 20% di energia da fonti rinnovabili entro il 2020) i più feroci avversari erano i conservatori britannici e lo UKIP di Nigel Farage.

Basta andare a vedere la brevissima parte riguardante l’energia del programma dello UKIP per le europee , per capire che stiamo parlando di gente che pensa che le rinnovabili siano il problema e non la soluzione, e che vuole rilanciare i sussidi alle energie fossili e si oppone alle strategie energetiche europee perchè esse scoraggiano lo sfruttamento del carbone di cui, dicono loro, la Gran Bretagna è ricca! Per Farage  la soluzione sono i fossili e anche il nucleare. Sostanzialmente è un nuclearista, carbonifero, fossilista e inceneritorista che quando sente parlare di “Rifiuti Zero” ride come se avesse sentito la più grande balla del secolo perchè per lui una società senza rifiuti è impossibile.

Economia.

Farage è un ex broker della City, uno abitato a fare i soldi con i soldi, con prodotti finanziari di ogni tipo. Tossici, Hedge funds, CDS, derivati etc.  In altre parole uno speculatore finanziario. Talmente ligio al “dovere” da essere stato pesantemente attaccato perfino da Borghezio per la sua difesa senza quartiere dei paradisi fiscali. Attaccatissimo ai soldi, come dimostra la squallida vicenda della lite sui rimborsi elettorali con la collega Sinclaire, e l’inchiesta contro di lui sugli sprechi dei rimborsi e sulla “parentopoli” al Parlamento Europeo.

Gli Eurobond, proposta qualificante dei “Sette punti per l’Europa” del M5S, sono fumo negli occhi per Farage.  Da lui sentirete sempre attacchi contro questo o quell’eurocrate non eletto o non carismatico, ma non gli sentirete mai  fare una analisi circostanziata e impietosa sul Meccanismo Europeo di Stabilità o il Fiscal Compact. Perché a lui e ai suoi colleghi, avere una Italia in ginocchio, costretta a pagare 45 miliardi di euro l’anno per i prossimi vent’anni  (come dovremo fare a partire dal prossimo anno con il fiscal compact), fa comodo.

Così saremo costretti a svendere i nostri assett (quel poco che ci è rimasto). E gli inglesi sono maestri nelle privatizzazioni a vantaggio dei gruppi finanziari dominanti, ricordate l’episodio del Britannia negli anni 90 da cui partirono le prime scellerate svendite del patrimonio industriale pubblico?.

Questo degno figlio illegittimo della Thatcher vorrebbe una Europa delle Nazioni che non ha nessuna politica comune ma solo il più sfrenato e scellerato libero mercato in cui le banche d’affari per cui lui ha sempre lavorato (come Monti che tanto critica) possano massimizzare i loro profitti a danno dei lavoratori e dei cittadini.

Sapete quel’è l’idea di società di Nigel Farage e dei suoi amici?

Un darwinismo sociale ferocissimo rinforzato da una tassazione regressiva (flat tax), in cui il pensionato a 400 sterline al mese e il miliardario pagano esattamente lo stesso.

Una società dove chi rimane indietro non solo non lo si aiuta, ma gli si da il colpo di grazia

Altro che “Reddito di Cittadinanza” Per lui è roba da Soviet! Neanche a parlarne.  “Se non ce la fai con i tuoi mezzi, vuol dire che non vali un cazzo allora devi soccombere!” 

L’ultraliberismo del signor Farage lo porta a appoggiare l’approvazione del TTIP (il famigerato trattato transatlantico di partnership commerciale che permetterebbe alle multinazionali americane di far causa ai governi europei per “perdita di profitto” se essi applicassero legislazioni in favore dell’ambiente, dei diritti sociali e contro la diffusione degli OGM).

A ciò aggiungiamo anche che questo personaggio vuole abolire il divieto di fumare nei locali pubblici, perchè è una ingiusta interferenza dei burocrati di Bruxelles delle abitudini tradizionali degli inglesi che se non possono più fumare smettono di andare nei pub … “

Fonte: NIGEL FARAGE: SE LO CONOSCI LO EVITI!